La spugna svizzera per combattere la marea nera
Le immagini delle coste imbrattate dal petrolio nel Sud degli Stati Uniti d’America hanno fatto il giro del mondo. Un’invenzione svizzera potrebbe presto aiutare a contenere i danni di questo genere di catastrofi ecologiche. Un nuovo tessuto miracoloso, battezzato Oilskill, possiede infatti la facoltà di assorbire gli idrocarburi e di respingere l’acqua. Steso come un immenso tappeto sulle spiagge minacciate, potrebbe costituire una barriera preventiva di protezione contro le maree nere.
Spugnoso e cerato
Il tessuto Oilskill è composto da fibre non tessute a base di polyester e si avvicina, per come è stato concepito e per la sua struttura, ai vestiti di protezione termica che gli amanti dello sport all’aperto conoscono molto bene. Grazie ad un innovativo trattamento chimico, gli ingegneri della società svizzera HeiQ sono riusciti a conferirgli una sorprendente proprietà di attirare e di assorbire il petrolio, come se fosse una spugna, e di respingere l’acqua, sul modello di un tessuto cerato impermeabile (idrorepellente).
Forte della sua scoperta, la società elvetica suscita parecchie speranze negli ambienti interessati dalle maree nere. A parte la pala manuale o meccanica, attualmente non esiste nessuna tecnologia più avanzata per pulire le spiagge imbrattate dal petrolio. Ragion per cui l’invenzione svizzera è stata selezionata, nel mese di giugno del 2010, dal gigante petrolifero BP - corresponsabile dell’esplosione della piattaforma petrolifera «Deepwater Horizon» nel Golfo del Messico - nel quadro del suo programma di lotta contro la marea nera.
Dopo una serie di test positivi effettuati durante gli scorsi mesi di giugno e agosto sulle spiagge inquinate dell’Alabama, l’invenzione ha ottenuto l’approvazione ufficiale dell’Agenzia americana della protezione dell’ambiente. La società svizzera è dunque pronta a lanciare la produzione del suo tessuto assorbente su grande scala.
Tappeto ad uso unico
Rimettere in sesto lo stato delle spiagge imbrattate è una buona cosa, ma riuscire a neutralizzare una marea nera prima che contamini le coste, sarebbe evidentemente ancora meglio. Secondo gli ideatori, il tessuto Oilskill si presterebbe perfettamente a qualsiasi uso preventivo, fattore che lo rende interessante per tutte le multinazionali attive nel settore dell’estrazione o del trasporto marittimo del petrolio.
Concretamente il tessuto, che può essere fabbricato sotto forma di fasce larghe 5 metri per 500 metri di lunghezza, potrebbe essere srotolato sulle spiagge minacciate grazie all’impiego di veicoli appropriati. Spinto verso le coste dalle correnti marittime, il petrolio che galleggia sullo specchio dell’acqua sarebbe così assorbito dal tessuto e catturato all’interno delle fibre tessili prima che contamini la sabbia. Le sperimentazioni hanno mostrato che Oilskill è in grado di assorbire fino a sei volte tanto il suo peso in idrocarburi.
Ogni tappeto è destinato ad un unico uso e dovrebbe dunque essere evacuato e poi eliminato una volta imbevuto di petrolio. HeiQ sta attualmente studiando una serie di opzioni per valorizzare e recuperare l’energia prodotta dall’incenerimento. E’ solo a questa condizione, evidentemente, che questa tecnologia potrebbe fregiarsi del marchio “verde”.
Prodotti derivati
Nella sua avventura la società HeiQ, emanazione del Politecnico federale di Zurigo, è sostenuta da due partner: TWE Vlies et Beyond ST, pure attivi nella tecnologia tessile. In attesa di poter commercializzare la loro soluzione, le tre aziende riunite sotto l’unico nome di «Oilguard», prevedono già ora di sviluppare altri prodotti: guanti speciali per trattare gli uccelli marini avvolti dal petrolio, stracci di pulizia per gli scafi delle imbarcazioni e le coste rocciose, spugne da usare in alto mare per captare le fuoriuscite di idrocarburi laddove si verificano.
Siti correlati
- Sito commerciale del prodotto Oilskill Oilguard
- Un prodotto high tech contro la marea nera swissinfo (2010)
- Sito «Restore the Gulf» Governo degli Stati Uniti d’America


