Acqua potabile grazie alle nanotecnologie
Nel periodo di alta stagione per Natale e Capodanno, il villaggio vallesano di Zermatt consuma oltre 6 mila metri cubi d’acqua, più del doppio rispetto al consumo in bassa stagione. Durante le feste natalizie l’acqua delle sorgenti di captazione non basta più. Il problema è stato tuttavia risolto attingendo alle sorgenti del Gand e alle nanotecnologie.
Meno calcio e fosfati grazie alla tecnica delle membrane
Le sorgenti di Gand si situano a 2280 metri sopra il livello del mare, ai piedi del ghiacciaio Findel. L’acqua che sgorga è ineccepibile dal profilo igienico, ma ha un gusto sgradevole. Il forte contenuto di calcare può anche danneggiare caldaie, lavatrici e tubature dell’acqua calda. Dal 2006 queste sorgenti sono sotto controllo. Grazie alle nanotecnologie questa acqua può essere filtrata in modo tale da soddisfare le norme vigenti sulla qualità dell’acqua. L’impianto di filtrazione – chiamato Wichje – funziona secondo il principio dell’osmosi inversa.
Durante il processo dell’osmosi inversa, l’acqua viene spinta attraverso i pori di una membrana di diametro inferiore a un nanonometro (nm), in modo tale che in un caso come quello descritto di Zermatt, gli ioni di calcio e di solfato vengono filtrati. Gli effetti di questa nanofiltrazione si traducono con il filtraggio di sostanze chimiche indesiderate e dei virus.
Nanotecnologie nell’economia delle acque
Nell’economia delle acque, le nanotecnologie sono presenti da tempo. Il più moderno impianto di ultrafiltrazione in Svizzera, ma non certo l’unico, è quello di Männedorf nel canton Zurigo. Entrato in funzione nel 2005, fornisce acqua perfettamente potabile captata dal lago di Zurigo a 26 mila persone di tre comuni rivieraschi. Nei filtri dell’impianto, dotato di pori che misurano da 2 a 60 nm, rimangono così intrappolati particelle e germi indesiderati.
Opportunità della tecnica delle membrane per la Svizzera
Un quinto dell’acqua consumata dalla popolazione svizzera è attinta dai laghi. Rispetto ai processi di depurazione tradizionali, le membrane consentono di purificare l’acqua a costo moderato, con un minor impiego di agenti chimici, di energia e di spazio. Anche le acque di sorgenti carsiche , non sempre prive di germi, possono essere trasformate ricorrendo alla tecnica delle membrane.
La tecnica delle membrane offre interessanti opportunità di sviluppo
Il potenziale di applicazione della tecnica delle membrane è enorme soprattutto per i paesi in via di sviluppo, dove attualmente circa 1,5 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Sono ancora molto numerose le zone dove le acque di scarico contaminate confluiscono in corsi d’acqua che, più a valle, servono da bacino di acqua potabile. Per questi casi, l’EAWAG (l’Istituto di ricerca sull’acqua del Politecnico federale di Zurigo) sta sperimentando alcune tecniche di filtrazione a membrana poco costose e facili da gestire. Già disponibile e in commercio, l’impianto sviluppato da un’azienda svizzera : LifeStraw Family. Si tratta di un apparecchio per le economie domestiche provvisto di ultramembrane in grado di eliminare dall’acqua tutti i germi.
Trattamento delle acque con le nanotecnologie – un campo vasto
Le possibilità di trattare le acque con le nanotecnologie sono tanto variate quanto le forme di inquinamento: impurità, batteri, virus, composti organici, pesticidi,metalli pesanti, radionuclidi, nitrati, fosfati, calcio e solfati. Tutto quanto non deve essere presente in un’acqua potabile, viene rimosso con particolari processi.
L’articolo completo sulle nanotecnolgie nella rivista “ambiente” 3/2010, Ufficio federale dell’ambiente
Link a siti esterni
- Eawag Istituto di ricerca sull’acqua del Politecnico federale di Zurigo (in francese)
- Acqua potabile sul sito dell’ Eawag (in tedesco e inglese)
- Utilizzazione delle acque Ufficio federale dell’ambiente
- Protezione delle acque sotterranee Ufficio federale dell’ambiente
- Articolo nel bollettino informativo Zermatt Inside (in tedesco, questo link apre un PDF)
- LifeStraw® Family


