Cooperazione

La Helvetas sostiene la produzione di prodotti in feltro nel villaggio di Koshkor, nella provincia montana di Naryn, Kirghizistan© swissinfo

Tessitura dei tappeti a Tölök, Kirghizistan, uno dei villaggio dove opera il Centro per lo sviluppo e l'ambiente dell'Università di Berna.© Brigitte Portner / CDE Bern

Mercato di piante medicinali a Karakol, Kirghizistan, 2001© Brigitte Portner / CDE Bern

La collaborazione con i locali, Orgochor, Kirghizistan, 2001© Brigitte Portner / CDE Bern
"Le montagne uniscono!" è lo slogan scelto dalla Direzione dello Sviluppo e della Cooperazione che ha coordinato tutte le attività internazionali svizzere relative all'Anno Internazionale della Montagna celebratosi nel 2002.
Progetti di sviluppo
Oltre alle loro montagne, agli svizzeri stanno a cuore anche le montagne altrui, ed i piccoli stati di montagna hanno sempre attratto progetti di sviluppo svizzeri. La Svizzera ha, infatti, acquisito esperienze utili nell'affrontare i problemi sociali, economici ed ambientali con cui si vedono confrontate le comunità montane, cercando sempre di mantenere un equilibrio tra conservazione e sviluppo.
In Nepal, nelle Ande ed in Lesotho, la Svizzera è impegnata a fornire aiuto agli agricoltori montani nel miglioramento dei metodi di lavorazione dei terreni, della gestione delle risorse idriche e della coltivazione di raccolti alimentari. In Kirgizistan, Bhutan e Nepal, esperti svizzeri forniscono consigli sulla gestione delle foreste, basati sulla propria dolorosa esperienza di sovrasfruttamento e le conseguenti erosioni e valanghe.
Un progetto a lungo termine - 10-15 anni - condotto dal CDE sotto gli auspici della Direzione dello Sviluppo e della Cooperazione, è il Central Asia Mountain Programme (Programma montano nell'Asia centrale), e conosciuto come CAMP, è basato a Bishkek, capitale del Kirghizistan. Il CAMP mira ad incoraggiare lo sviluppo sostenibile nelle aree di montagna del paese. Si punta alla formazione della manodopera e alla sperimentazione di nuove metodologie di sviluppo; ci si vuole assicurare che chiunque utilizzi le risorse della montagna, a qualsiasi livello, abbia accesso a tutte le informazioni necessarie e che gli sia concesso di partecipare alle fasi di pianificazione e decisione del progetto.
In Kirghizistan, ad esempio, il programma promuove prodotti della montagna. Uno di questi prodotti è l'insolita carne di yak, il cui consumo viene promosso mediante un programma di sviluppo dedicato. Il fine è di formare 20 contadini nell'allevamento di yak e nell'utilizzo di moderne attrezzature per il trattamento della carne. Contemporaneamente partirà una campagna promozionale per aumentare l'interesse del mercato locale verso questi prodotti.
Un ulteriore progetto, sempre in Kirghizistan, prevede la formazione degli abitanti di cinque villaggi selezionati nella raccolta e lavorazione di piante per uso medicinale e da impiegare anche come coloranti; lo schema si è poi esteso nel 2002 comprendendo le spezie.
Questi sono solo alcuni esempi in una sola area di attività, in un solo programma. Ma ogni programma comporta la collaborazione di molti partner: gruppi locali, esperti nazionali ed internazionali ed enti statali. Tutti i progetti fanno parte delle azioni per combattere la povertà e comprendono iniziative per aumentare il guadagno minimo delle popolazioni montane, stabilendo, ad esempio, programmi per l'artigianato che consentano alle donne di arrotondare i salari producendo e vendendo prodotti locali.
Programmi di ricerca
Il Centre for Development and Environment (Centro per lo sviluppo e l'ambiente) - CDE - dell'Università di Berna ha condotto una ricerca in molte zone montane del mondo, che alimenta i progetti di aiuto.
Un programma di cinque anni in Nepal, terminato nel 1999, ha riguardato l'impatto del turismo sulle montagne dell'Himalaia. Tra gli aspetti presi in considerazione, è stato analizzato il modo in cui il turismo ha inciso sul tenore di vita delle comunità locali e quali effetti ha avuto sulle attività economiche. Nel quadro della ricerca sociologica, il programma ha esaminato anche il ruolo della donna nel turismo e l'impatto fisico del turismo sull'ambiente.
Uno degli studi, condotto ai piedi dell'Everest, ha riguardato la pressione sulle risorse naturali, quali riscaldamento e cucina, legata all'afflusso turistico. È stato scoperto che l'impiego di legname raddoppiava nella stagione escursionistica ed era necessario ricorrere a fonti alternative di energia per evitare il collasso dell'ecosistema.
