Lo sviluppo della produzione

I locali di produzione di una fabbrica di cioccolato nel 1900© Chocoladefabriken Lindt & Sprüngli AG

L'attuale fabbrica Lindt & Sprüngli a Kilchberg© Chocoladefabriken Lindt & Sprüngli AG
Il XIX secolo è stata l'età dello sviluppo. Ha visto grandi cambiamenti nell'ambito della produzione del cioccolato, in particolare la transizione da bevanda a prodotto solido. L'automazione ha permesso la riduzione dei costi e ha reso il cioccolato accessibile a tutti. Dopo decenni di lenta evoluzione, l'industria svizzera visse il suo momento di grande sviluppo verso la fine del secolo. Il numero di lavoratori impiegati nell'industria del cioccolato più che decuplicò tra il 1888 e il 1910.
Il boom ebbe diversi effetti sui produttori: molte delle aziende ormai consolidate cercarono risorse esterne di capitale o si fusero tra loro, altre fecero bancarotta. E, fatto sconosciuto a molti, la maggior parte delle marche a noi familiari, fanno tutte capo ad una manciata di aziende madri, quali Nestlè o Kraft Food (essa stessa una sussidiaria della Philip Morris).
Il processo di concentrazione delle aziende non è comunque avvenuto nottetempo. Per fare solo un esempio, Daniel Peter, l'inventore del cioccolato al latte, si unì alla Kohler nel 1904; nel 1905 la Nestlè acquistò poi parte del capitale della Peter-Kohler. La Nestlè, anche se all'epoca non figurava ancora come azienda produttrice, fu molto coinvolta nel mercato del cioccolato: non forniva soltanto il latte, ma si occupava anche della promozione dei prodotti della Peter-Cailler-Kohler. Fino a che, come prevedibile, assorbì interamente l'azienda nel 1929.
Ma non mancano le eccezioni. La Lindt-Sprüngli rimase ancora un'azienda di famiglia per più di un secolo dopo l'acquisizione della Rodolphe Lindt di Berna da parte della Chocolat Sprüngli di Zurigo. (Lindt, celibe, non ebbe eredi.) Sprüngli pagò la rilevante somma di 1 milione e mezzo di franchi in oro per l'acquisizione del marchio e delle ricette.
