Imitazioni e contraffazioni
L'ottima reputazione di cui gode il cioccolato svizzero costringe i produttori a tenere sotto stretto controllo i costanti tentativi di imitazione.
La Chocosuisse, l'organizzazione mantello dell'industria svizzera del cioccolato, è sempre pronta a smascherare le insinuazioni dei produttori non-svizzeri riguardo a legami con la Svizzera: per la Chocosuisse l'immagine della "svizzeritudine" è parte essenziale del capitale, e non può essere presa alla leggera.
Nel 1999, con una causa di grossa risonanza, la Chocosuisse riuscì ad impedire che l'azienda britannica Cadburys commercializzasse uno dei suoi prodotti con il nome di "Swiss Chalet" ed utilizzasse una foto del Cervino sull'involucro.
Questa causa fu solo una delle svariate centinaia intentate negli ultimi decenni. La maggior parte delle cause iniziali coinvolgeva aziende europee, ma recentemente riguarda soprattutto produttori asiatici e dell'America latina.
In alcuni casi queste aziende asseriscono di fare "cioccolato svizzero", ma la Chocosuisse combatte anche le affermazioni indirette di legami con la Svizzera, e l'esempio dello "Swiss Chalet" è solo uno dei tanti. Ma anche una serie di manovre più sottili, quali immagini di famosi panorami svizzeri sull'imballaggio, fanno scattare la minaccia di azione legale da parte della Chocosuisse, che solitamente si rivela sufficiente per scoraggiare i contraffattori.
Le regole della Chocosuisse sono rigorose al punto da venire applicate anche alle sussidiarie straniere delle aziende membre. Quando si compra del cioccolato che vanta la dicitura "svizzero", si può essere certi che è realmente stato prodotto in Svizzera - o, in caso contrario, che sparirà entro breve dal mercato.
