Orologi degni di nota: il primo (e unico) orologio sulla luna
Dal 1969 l'Omega pubblicizza il suo modello cronografo "Speedmaster" come "il primo orologio sulla luna". La NASA aveva scelto il marchio svizzero quattro anni prima per tutti i suoi astronauti e fu pertanto naturale che Buzz Aldrin lo indossasse durante la sua breve passeggiata lunare.
Prima che la NASA effettuasse la scelta di un orologio ufficiale, lo Speedmaster e gli altri concorrenti furono sottoposti a rigorosi test: immersione di più ore ad una temperatura di 93°, poi immediatamente in congelatore a -18°, dopodichè gli orologi vennero lasciati in ossigeno puro per due giorni, prima di subire prove di resistenza a compressione, urti, vibrazioni ... Lo Speedmaster risultò l'unico orologio a superare tutte le prove mantenendosi nel limite di deviazione concesso di 5 secondi al giorno.
Lo Speedmaster è ancora oggi la scelta della NASA, e anche gli astronauti sovietici ebbero modo di apprezzarne le qualità durante l'aggancio tra Apollo e Soyuz nel 1975.
Un misuratore di tempo che deve affrontare lo spazio va incontro a sfide sconosciute sulla terra. La pressione atmosferica all'interno dell'orologio potrebbe far esplodere il vetro in condizioni di assenza di gravità. Il vetro dello Speedmaster è tenuto in posizione da un anello di fissaggio capace di resistere ad una pressione cinque volte superiore a quella che può essere incontrata nello spazio. È vitale però che la pressione all'interno dell'orologio rimanga costante o i lubrificanti che aderiscono alle parti meccaniche colerebbero impedendo il corretto funzionamento del meccanismo e oscurando il vetro.
Anche l'assenza di aria all'interno dell'orologio non funzionerebbe in quanto farebbe marciare l'orologio con molto anticipo impedendo al bilanciere (che regola il movimento dell'ingranaggio) di funzionare correttamente.
Il vetro di questo modello è abbastanza spesso e al contempo sufficientemente elastico da sopportare le enormi variazioni di temperatura che incontra durante un viaggio spaziale.
Sulla luna, un'accurata misurazione del tempo é questione di vita o di morte per un astronauta dato che la misurazione delle riserve di ossigeno è espressa in termini di minuti e secondi piuttosto che in volume. Lo stesso avviene per la misurazione del carburante nei reattori di manovra e per le batterie che forniscono l'energia.
Produttori rivali dell'Omega hanno provato a strappare un contratto alla NASA, ma in seguito a due nuovi test, l'azienda svizzera è ancora risultata vincente. Il modello Speedmaster Professional X-33 del 1998 è già stato soprannominato "l'orologio di Marte".
Ma cosa è successo all'orologio che Buzz Aldrin indossava quando è andato sulla luna? E perchè Neil Armstrong non ce l'aveva?
Sfortunatamente l'orologio di Aldrin è andato perso negli anni '70 durante un trasferimento alla Smithsonian Institution, e la sua sorte rimane un mistero. Nel 2001 un venditore in pensione californiano creò molta eccitazione annunciando di avere acquistato l'esemplare scomparso da uno sconosciuto che lo aveva trovato sulla spiaggia di Santa Barbara. Ma la sua autenticità non potè essere provata e sia la NASA sia Aldrin decisero che non poteva trattarsi del "Moon Watch".
Per quanto riguarda Armstrong, il suo orologio restò nel modulo lunare: il contatore elettronico del modulo si era rotto e Armstrong aveva lasciato il suo orologio come rimpiazzo.
