I primi mercati stranieri
A partire dal XVII secolo, per crescere in importanza nel XVIII e XIX secolo, l'Asia rappresentava un mercato molto importante per gli orologi svizzeri.
I ginevrini iniziarono a Costantinopoli (dove il padre di Rousseau, Isaac, divenne orologiaio ufficiale del Serraglio), per espandersi successivamente alla Cina, dove gli orologi ginevrini divennero molto ricercati tra gli aristocratici della dinastia Qing verso la metà del XVIII secolo. Le esportazioni verso la Cina raggiunsero l'apice nel decennio 1810-20, fino a interrompersi quasi del tutto con lo scoppio della Guerra dell'Oppio nel 1839.
Gli orologi venivano regolarmente modificati per adeguarli ai gusti e alle necessità dei committenti. Gli orologi con automi erano particolarmente apprezzati in Turchia e in Cina, e molti esemplari venivano espressamente adattati per questo mercato.
Per il mercato cinese gli orologi venivano fabbricati in paia, probabilmente in quanto secondo una tradizione cinese si regalavano sempre due oggetti di ogni tipo. Anche i commercianti inglesi conoscevano bene questa usanza, ma i ginevrini la sfruttarono ulteriormente decorando i pezzi in modo speculare.
Nel XIX secolo sempre a Ginevra furono creati gli "orologi del Rajah" per l'India, con ritratti smaltati basati su fotografie inviate appositamente.
Non tutti gli orologiai ebbero pero' esperienze felici. Rudolf Stadler di Zurigo, al servizio del Re di Persia nella metà del XVII secolo, fu giustiziato in seguito ad una calunnia di un commerciante rivale - cosa che il Re rimpianse immediatamente poichè il suo orologio smise di funzionare e nessuno fu in grado di ripararlo. La tomba di Stadler può ancora essere visitata nel cimitero armeno di Isfahan.

