Scudo fiscale e segreto bancario
Il segreto bancario svizzero vacilla sotto i colpi della pressione internazionale e della crisi economico-finanziaria. Negli ultimi mesi il governo svizzero è stato costretto a fare importanti concessioni e a trasmettere alle autorità giudiziarie americane i dati di migliaia di clienti dell'UBS. Dopo gli attacchi giunti in particolare dagli Stati uniti, dalla Germania e dalla Francia, ora anche l'Italia ha preso nel suo mirino le banche svizzere. Le misure adottate da Roma nei confronti della piazza finanziaria elvetica stanno mettendo a dura prova i rapporti tra i due paesi.
Le differenze di strategia tra la Svizzera e l'Unione europea (UE) ritornano a galla. E rischiano di provocare nuove tensioni, soprattutto in materia fiscale.
In Svizzera affluiscono di nuovo più capitali dall'Italia. Le banche in Ticino relativizzano il fenomeno del contrabbando ed evidenziano il trasferimento di fondi dichiarati, interpretandolo come un successo della strategia dei soldi puliti.
Il governo italiano e le autorità elvetiche intendono rilanciare il dialogo per risolvere le divergenze fiscali, che ostacolano le relazioni tra i due paesi. Un nuovo tentativo, dopo due anni di incomprensioni, è stato avviato durante la visita a Berna del ministro degli esteri italiano Franco Frattini.

