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Economia: l'industrializzazione

L'incendio della nuova fabbrica di Conradi e Pfister a Uster.

La rabbia repressa degli operai che ancora lavoravano nelle case scoppiò nel novembre 1832, culminando con l'incendio della nuova fabbrica di Conradi e Pfister a Uster.© Central Library Zurich

Henri Nestlé (1814 - 1890)

Henri Nestlé (1814 - 1890)© Chocosuisse

L’industrializzazione iniziò presto in Svizzera – già circa nel 1800 era uno tra i paesi più industrializzati del mondo – e continuò a svilupparsi rapidamente nel corso del XIX secolo. L’industria pesante era comunque molto ridotta e la maggioranza dei lavoratori continuava a lavorare nelle case piuttosto che in fabbrica.

L’importante industria del cotone fu la prima ad essere meccanizzata. I filatoi meccanici apparsero in Svizzera nel 1801, quando venne aperta a San Gallo la prima filanda; entro il 1814, la pratica della filatura manuale era praticamente scomparsa in tutto il paese. I numerosi fiumi svizzeri fornivano l’energia necessaria al funzionamento dei macchinari.

I tessuti erano la specialità del nord e dell’est del paese. Nel Jura di lingua francese, dove il lavoro veniva svolto nei villaggi piuttosto che nelle fabbriche, si concentrava invece la fabbricazione di orologi.

La meccanizzazione dell’industria tessile e le conoscenze degli orologiai si unirono per dare vita all’industria delle macchine utensili. Il bisogno di coloranti per tessuti diede inizio all’industria chimica, e l’industria chimica pose a sua volta le basi per lo sviluppo dell’industria cartiera in un momento in cui la domanda di carta era in costante aumento.

Alcune famose industrie alimentari svizzere sorsero in risposta all’industrializzazione e agli effetti disastrosi che essa ebbe sulla nutrizione degli operai e delle loro famiglie. Le donne lavoratrici non trovavano il tempo di cucinare e non avevano abbastanza denaro per acquistare cibo di buona qualità, di conseguenza le malattie abbondavano e la mortalità infantile era alta.

L’azienda Nestlé fu fondata da un rifugiato politico tedesco, Henri Nestlé, che, negli anni successivi al 1860, sviluppò un sistema per combinare farina e latte per i neonati le cui madri non potevano allattare. La Maggi (oggi parte della Nesté) venne lanciata dopo il 1880, quando il mugnaio Julius Maggi – figlio di un immigrato italiano – in collaborazione con l’ispettore di fabbrica Fridolin Schuler, sviluppò brodi istantanei dalle alte qualità nutrizionali, utilizzando piselli, fagioli e lenticchie.