Contesto storico
Il XX secolo in Svizzera è stato testimone di importanti cambiamenti in politica, sia interna, sia estera.
Il sistema politico si è aperto: all’inizio del secolo il governo era dominato da un solo partito, alla fine quattro partiti avevano seggi garantiti.
L’economia incorse in qualche difficoltà negli anni ’20 e ’30, ma in generale la Svizzera ha prosperato. L’allontanamento dall’agricoltura, per un’industria altamente specializzata, è continuato. Da terra di emigranti, nella seconda metà del secolo, è diventata paese di arrivo per molti immigranti.
La maggioranza della popolazione ha visto aumentare il proprio tenore di vita. Ha guadagnato in sicurezza sociale e condizioni lavorative, oltre che nel facile accesso ad una grossa varietà di beni di consumo.
Il secolo ha visto anche una netta separazione nelle relazioni fra la Svizzera e il resto del mondo, Europa inclusa.
Per la gran parte del secolo la Svizzera è rimasta fuori della corrente principale europea. Non ha preso parte attiva in nessuna delle due Guerre Mondiali. Tuttavia, si è in seguito resa conto che restare un “caso speciale” di fronte alla globalizzazione e all’integrazione europea diventava sempre più difficile. La questione della neutralità è stata un punto fondamentale di discussione nel paese.
Alla fine del secolo, la Svizzera ha anche riesaminato il suo ruolo nella Seconda Guerra Mondiale. Le critiche a questo proposito sono state esaminate dalla commissione Bergier di esperti storici che ha prodotto un rapporto nel 2002. Tale rapporto è stato un elemento chiave nel condurre il pubblico a riconsiderare un periodo storico che in passato era spesso stato ignorato. La meticolosa inchiesta ha gettato luce sia sugli aspetti positivi, sia su quelli negativi del comportamento svizzero.
