La Rivoluzione francese
La Rivoluzione francese e le successive guerre napoleoniche cambiarono la faccia dell’Europa. L’invasione di Napoleone fu un momento decisivo nella storia della Svizzera.
La Francia e la Confederazione Svizzera avevano coltivato rapporti molto stretti durante quasi tre secoli. Durante tale periodo i cantoni svizzeri fornivano mercenari per difendere la monarchia francese.
Molte guardie svizzere furono uccise al Palazzo delle Tuilieries nell’agosto del 1792 quando cercarono d’impedire l’arresto della famiglia reale. Il massacro provocò orrore e costernazione in Svizzera; in memoria delle guardie fu successivamente eretto un monumento in loro onore a Lucerna.
In Francia non erano attivi solo i soldati Svizzeri. Parigi, centro culturale, aveva attratto da molto tempo ogni sorta di cittadini svizzeri, molti dei quali furono influenzati dalle idee rivoluzionarie.
Il più famoso rivoluzionario svizzero fu Jean-Paul Marat, originario di Neuchâtel, ma che viveva a Parigi già dal 1777. Fondò il giornale radicale "L'Ami du Peuple" ed era membro dell’Assemblea nazionale francese che era a favore dell’esecuzione capitale del re. Marat fu ammazzato nella sua vasca da bagno nel 1793.
«Delle persone dissero che sulla piazza fuori dalle Tuileries si era radunata una folla... Poi ci giunse la notizia che le guardie svizzere avevano aperto il fuoco contro le masse... Le donne nella casa erano le nostre messaggere... Una ci informò che il palazzo reale stava bruciando... Poi mia moglie, tornata dal mercato, mi raccontò che la gente stava trascinando via dalle strade i corpi mutilati degli Svizzeri. Tutte le volte che qualcuno passava con il corpo mutilato di una guardia svizzera la gente esclamava: "Bravo, bravo!"... Non so cosa fare. Mi raccomando a Dio onnipotente. Dubito, cari fratelli e care sorelle, che possiate un giorno leggere questa lettera. Non posso mandarla per posta e quando sarò morto nessuno sarà in grado di portarvela. Pregate Dio per noi! Addio e non addoloratevi troppo.»
J.B.Good, ufficiale svizzero, lettera ai fratelli del 3 settembre 1792

