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Storia

L'occupazione francese

L'orso (imbalsamato) che rimase indietro. (nuova finestra)

L’orso che rimase indietro. Quando i francesi entrarono a Berna presero i tre animali adulti dalla fossa degli orsi della città riportandoli a Parigi (insieme con il denaro delle casse della città). Senza la madre il cucciolo presto morì e di seguito venne imbalsamato. Il motto sullo scudo dice:”I vecchi tempi sono passati.”© Bern Historical Museum

La Rivoluzione francese divulgava nuove idee sui concetti di libertà, fraternità ed uguaglianza, accolte con notevole entusiasmo in molte parti della Svizzera, particolarmente nelle regioni sottomesse. All’inizio degli anni Novanta vi furono diverse ribellioni contro le autorità in differenti parti della Svizzera.

Ma solo nell’anno 1797 i cambiamenti in Francia ebbero delle notevoli ripercussioni sulla situazione svizzera.

In quel periodo la Francia cercò di creare attorno a sé delle bastioni contro le monarchie europee che intentavano restaurare il vecchio regime. La Svizzera, in quanto paese limitrofo, si vide coinvolta nei piani francesi.

L’esercito francese prese prima possesso di alcune regioni periferiche alleate della vecchia Confederazione. Una parte della diocesi di Basilea fu annessa dalla Francia nel 1793 e nel 1797 Napoleone incorporò il territorio della Valtellina, che sottostava ai Grigioni, nella nuova Repubblica Cisalpina che aveva appena creato (nella regione che è oggi parte dell’Italia del nord).

Nel gennaio del 1798 Vaud, guidata da Frédéric César de la Harpe, fece appello alla Francia per liberarsi dai reazionari bernesi ai quali erano sottomessi. I Francesi sfruttarono questa richiesta come pretesto per invadere il territorio della Confederazione. Berna fu l’unico cantone ad opporre resistenza armata agli invasori francesi. Ma dopo alcuni successi iniziali i soldati bernesi furono sconfitti a marzo nella battaglia di Grauholz.

La sconfitta di Berna segnò la fine della vecchia Confederazione.

«Il benessere, l’istruzione, il lusso e l’ozio hanno talmente cambiato le condizioni nelle regioni in cui si è affermata la manifattura, che le istituzioni educative e la legislazione e le restrizioni professionali, che avevano permesso una convivenza pacifica tra la vecchia popolazione di pastori, non sono più in grado di soddisfare le reali necessità di questo paese ... Non possiamo più vivere nella semplicità del vecchio governo. È stato un periodo benedetto quando ciò era ancora possibile, ma questi tempi sono finiti ed appartengono al passato.»

 

Heinrich Pestalozzi (1746-1827), nota riguardo ai movimenti popolari a Zurigo nel 1795