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Storia

Dissensi all'interno della Confederazione

San Giacomo sulla Birsa ritratto in un affresco (nuova finestra)

San Giacomo sulla Birsa ritratto in un affresco della chiesa del suo eremo di Flüeli-Ranft, Canton Obvaldo© swissworld.org

Il Giuramento alla Confederazione nel Consiglio di Stans (nuova finestra)

Il Giuramento alla Confederazione nel Consiglio di Stans, dalla serie di scene storice dipinte da Humbert Marechet nel 1585/86 per la camera del Gran Consiglio a Berna.© Bern Historical Museum

L’espansione della Confederazione non procedette senza intoppi. L’opposizione all’Austria mantenne uniti i membri, ma all’estinguersi della minaccia comune, i cantoni si rivelarono più interessati ai propri affari locali. Per ben due occasioni nel corso del XV secolo il dissenso interno minacciò la sopravvivenza della Confederazione.

Zurigo contro tutti

Zurigo e Svitto si fecero guerra per l’eredità dell’ultimo Conte di Toggenburgo che morì nel 1436. Zurigo rifiutò di accettare il verdetto sfavorevole degli arbitratori e richiese aiuto perfino agli austriaci promettendo terreni in cambio. La disputa andò avanti per molti anni, ma nel 1444 l’Austria persuase alcuni mercenari francesi a combattere al fianco di Zurigo. L’armata francese annientò l’esercito confederato nella battaglia di San Giacomo sulla Birsa.

Un trattato di pace fu raggiunto solo nel 1450. Zurigo riottenne gran parte dei territori ceduti all’Austria e l’alleanza con quest’ultima venne sciolta.

Città contro campagne

La seconda minaccia alla sopravvivenza della Confederazione fu il risultato di continui fermenti politici e sociali.

I singoli membri confederati avevano sempre goduto del diritto di formare alleanze, ma dopo la conclusione della guerra di Borgogna nel 1477 le città membro strinsero un tale numero di alleanze con altre città da far temere ai membri delle campagne che l’equilibrio all’interno della Confederazione potesse venire turbato.

I cantoni di campagna erano anche preoccupati dallo spostamento del potere verso ovest provocato dal ruolo sempre maggiore giocato negli affari della Confederazione dall’enorme cantone di Berna.

Un particolare oggetto del contendere era il desiderio dei cantoni di città di promuovere la condizione delle città alleate di Soletta e Friburgo a membri della Confederazione con pieni poteri.

Un accordo di compromesso fu infine raggiunto con la Convenzione di Stans del 1481, in cui l’eremita Nicolao della Flüe, più conosciuto come Bruder Klaus, fece da mediatore. Soletta e Friburgo diventarono così il nono e decimo membro della Confederazione.

«Il Delfino proibì all’intero esercito di maltrattare qualsiasi confederato che giacesse ferito sul campo di battaglia, e ordinò ai basilesi si seppellire i loro morti, secondo il loro costume, perché con il loro coraggio avevano si erano guadagnati il diritto di sepoltura. Concesse anche loro di portare nella città tutti i feriti che riuscivano a trovare per curarli … Uno dei feriti era di Glarona. Era l’unico sopravvissuto da Glarona. Aveva ricevuto sette gravi colpi e ferite. Fu curato a Basilea e diventò in seguito landamman a Glarona. Non ci furono sopravvissuti da Untervaldo. Uno solo da Svitto. Poiché non era stato neanche ferito venne disprezzato a Svitto per il resto della vita.»

Aegidius Tschudi (1505 - 1572): La battaglia di San Giacomo sulla Birsa