Le invasioni straniere
Mentre le famiglie dinastiche combattevano tra loro per acquisire potere e prestigio, l’area era ancora preda di incursioni strraniere.
I saraceni
Nella confusione dei secoli IX e X, alcune aree erano minacciate dai “Saraceni”, colonializzatori musulmani. La loro origine precisa e il loro scopo iniziale rimane un mistero, ma si sa che si mossero da una base in Provenza, nel sud della Francia, verso l’Italia settentrionale, impossessandosi dei passi alpini occidentali. Ad est, si spinsero fino a Coira e arrivarono quasi a San Gallo prima di ritirarsi di nuovo verso occidente.
Vennero infine cacciati dai locali eserciti franchi. Uno dei capi cristiani che all’incirca nel 972 li respinse dal Gran San Bernardo – allora conosciuto con il nome di Mons Jovis – fu Bernardo da Mentone che successivamente vi fondò un rifugio, e diede il suo nome al passo (e molto più tardi anche ai cani che qui venivano addestrati per il salvataggio di escursionisti travolti da valanghe).
Gli ungheresi
All’incirca nello stesso periodo, un’altra minaccia era rappresentata dagli ungheresi di origine asiatica che raggiunsero il bacino del Danubio alla fine del IX secolo continuando l’avanzata verso ovest. Distrussero Basilea nel 917 e successivamente bruciarono le abbazie di San Gallo e Rheinau. Le loro incursioni terminarono soltanto con l’arrivo del re germanico Ottone I nel 955.
