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Exopianeti

Nel 1995, l'Osservatorio astronomico di Ginevra annunciò in anteprima mondiale la scoperta di un "exopianeta", vale a dire un pianeta situato al di fuori del sistema solare. In questo caso si trattava di un pianeta facente parte della costellazione di Pegaso, ad una distanza di 48 anni-luce dalla Terra.

Lo studio degli exopianeti è da allora diventato un promettente settore della ricerca astrofisica. Si prevede di potere raggiungere una migliore compresione dell'origine del sistema solare e del nostro pianeta.

Dal 1995, la scoperta di nuovi exopianeti non ha avuto sosta; oggi se ne conoscono più di 220. La maggior parte consiste in masse gassose di temperatura molto elevata. La ricerca si orienta ora verso la scoperta di pianeti sufficientemente lontani dal loro sole che presentino condizioni simili a quelle della Terra.

Nel maggio 2006 la rivista Nature ha annunciato la scoperta di tre nuovi exopianeti, il cosidetto Tridente di Nettuno, a 40 anni luce da noi. Questa scoperta si deve ad un gruppo di astronomi europei guidati dallo svizzero Michel Mayor. La natura dei tre pianeti è stata studiata da scienziati dell'Università di Berna che sospettano l'esistenza di acqua ad uno stato supercritico (né liquido, né gassoso) in almeno uno di questi.

«Questa scoperta rappresenta un passo fondamentale nella ricerca per una seconda Terra nell'universo. È vero che il pianeta più terrestre fra questi assomiglia alla Terra come un cavallo ad un cane, ma è già qualcosa dato che fino ad oggi non avevamo visto che elefanti.»

Willy Benz, professore all'Istituto di Fisica dell'Università di Berna, in merito alla scoperta del Tridente di Nettuno.

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