Matematica, ingegneria e scienze naturali

Glomar Challenger© University of Florida

Straits of Gibraltar© Nasa
Cosa sarebbe la Svizzera senza le montagne? È già difficile immaginare il paesaggio svizzero senza le sue famose cime, ma ancora più strana è l'idea dell'intero paese sommerso dalle acque - Heidi avrebbe passato le giornate nuotando invece di divertirsi tra i pascoli alpini?
Per quanto difficile da accettare, la terra che è ora la Svizzera si trovava davvero sommersa dall'oceano. Ma allora cosa successe? Come si formarono le montagne dall'oceano?
Prove inconfutabili dal fondo del mare
Gli scienziati svizzeri sapevano da tempo che il materiale di formazione delle Alpi derivava dal fondo dell'oceano - come spiegare altrimenti le rocce tipiche da fondo marino trovate in cima alle montagne svizzere? Grazie al supporto dato dal FNS, gli scienziati del "Glomar Challenger" hanno avuto l'opportunità di confermare quelle che fino allora erano state solo teorie.
Glomar Challenger era il nome dato alla nave oceanografica di un progetto internazionale di perforazioni dei fondali oceanici, al quale presero parte geologi di Zurigo, Basilea e Ginevra. Sul Glomar furono in grado di perforare fino a 750 metri sotto il fondo marino. Dopo l'analisi materiale e temporale dei reperti raccolti, i ricercatori svizzeri poterono finalmente comprendere nei dettagli come il processo di formazione si fosse verificato.
L'ultimo pezzo del puzzle
Tutte le prove portavano alla seguente conclusione: il continente africano era originariamente unito a quello americano dal quale poi si staccò, andando lentamente alla deriva verso quella che oggi è l'Europa. Tutto ciò fu causato dagli assestamenti delle zolle che formano la crosta terrestre.
Nella sua deriva, la zolla africana entrò in collisione con quella europea e la pressione della spinta provocò un innalzamento lungo tutta la linea di contatto che corrisponde alle attuali montagne.
Il bel Mar Mediterraneo ... era un deserto?
L'origine delle Alpi fu uno dei molti misteri geologici oggetto di studio del "progetto oceanico" che durò dal 1968 al 1983.
Uno dei misteri su cui gli scienziati si interrogavano era la storia del Mar Mediterraneo. Alcuni studi effettuati su terraferma avevano mostrato che il mare si era ad un certo punto ritirato e successivamente di nuovo espanso, ma fu solo dopo l'analisi dei campioni ottenuti dalle perforazioni col Glomar che si ebbe una visione più completa.
Gli spessi strati di sale incontrati durante le perforazioni furono una scoperta inattesa - un indice di evaporazione su grossa scala: il mare doveva, in qualche epoca, essersi interamente prosciugato.
Anche questo risultò poi essere un'altra conseguenza della deriva dell'Africa verso l'Europa. Spostandosi verso nord infatti, l'Africa aveva chiuso lo stretto di Gibilterra e, come conseguenza, il bacino prosciugato del Mediterraneo non potè essere rifornito di acqua dall'Atlantico. Questo lungo processo di dissecamento lasciò al posto delle acque nient'altro che una vasta vallata desertica.
Dovettero passare altri 100 mila anni prima che le acque dell'Atlantico ritornassero ad affluire nel bacino dallo Stretto di Gibilterra, trasformando gradualmente la secca vallata nello spettacolare mare che conosciamo oggi.
