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Horace-Bénédict de Saussure

Incisione raffigurante Horace-Bénédict de Saussure mentre si dirige verso il Monte Bianco (nuova finestra)

Horace-Bénédict de Saussure si dirige verso il Monte Bianco con i suoi collaboratori nel 1787 da un'incisione di Chrétien de Méchel.© Conservatoire d'art et d'histoire Annecy

Nato a Ginevra, Horace-Bénédict de Saussure (1740 - 1799) fu uno dei pionieri dell'esplorazione razionale delle Alpi. È stato descritto come l'"inventore delle scalate": offrì un premio di 20 talleri al primo che riuscisse a conquistare il Monte Bianco, un'impresa compiuta solo 26 anni più tardi, nel 1786. Saussure stesso scalò la cima l'anno successivo. Alla sommità testò il grado di bollitura dell'acqua, la temperatura della neve e il battito cardiaco delle sue guide.

Per uno come Saussure, che aveva speso molto tempo ed energia nel fare indagini sulle montagne, questa impresa anche se rischiosa era ampiamente giustificabile. Come lui stesso ammise guardando le cime sottostanti : "Comprendevo i loro rapporti, la loro relazione, la loro struttura, ma un solo sguardo levò dubbi che anni di lavoro non erano riusciti a chiarire".

Nell'effettuare la scalata, Saussure non viaggiò leggero. Non solo necessitava di una quantità di materiale scientifico, cibo per se e per le guide e una tenda, ma anche - da quanto si legge nella sua "lista di cose da portare sul Monte Bianco"- due redingote, numerosi gilet, 2 camicie da notte, 3 paia di scarpe, alcune paia di pantofole, due cravatte, un letto, un materasso, una coperta ed un paravento. Tra i libri che portò con se al campo base figurava anche la guida alla flora svizzera di Haller...

Saussure fu raffigurato nella serie del 1976 delle banconote da 20 franchi.