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Albrecht von Haller

Astragalo di Haller (Oxytropis halleri). (nuova finestra)

Astragalo di Haller (Oxytropis halleri). Tavola tratta da "La Flora Svizzera"© haller.unibe.ch

Albrecht von Haller (1708 - 1777), sebbene fosse principalmente uno scienziato, sorprese l'Europa con la composizione de "Le Alpi", il poema da lui pubblicato nel 1729. I temi in esso espressi - la bellezza delle montagne, l'onestà e la schiettezza dei suoi abitanti in contrapposizione alla "civilizzazione" corrotta - possono sembrare logori al lettore moderno, ma questa fu la prima volta che tali sentimenti venivano espressi nella letteratura di lingua tedesca, e rivoluzionarono l'atteggiamento dei più verso le montagne, fino ad allora viste come selvagge o addirittura spaventose.

"Le Alpi" venne tradotto in più lingue e ottenne molto successo, anche tra gli svizzeri all'estero. Un anziano generale della Guardia Svizzera del Re di Francia si dice sia scoppiato in lacrime al sentirlo. Sebbene l'impatto emotivo del componimento sia oggi meno forte, l'atteggiamento che espresse nei confronti del paesaggio svizzero pose le basi dell'immagine moderna che si ha delle montagne, e di conseguenza del turismo.

Le composizioni furono per Haller semplicemente un diversivo dai suoi reali interessi, che spaziavano dalla medicina alla teologia. Una delle molte discipline che gli guadagnarono fama, fu la botanica: tra le ragioni delle sue visite alle Alpi c'era la raccolta di piante. Il suo primo libro sulla flora svizzera fu pubblicato nel 1742, e la versione più completa del 1768 viene considerata la base di partenza per lo studio sistematico della materia.

Il volto di Haller è sicuramente noto a tutti gli svizzeri abbastanza ricchi da utilizzare correntemente le banconote da 500 franchi; Haller appare nella serie del 1976 messa fuori corso nel 2000.