Un sistema basato sul compromesso
In Svizzera il raggiungimento del consenso per mezzo di mediazione è motivo di orgoglio.
Quando un Consigliere federale propone una nuova legge inizia un lungo processo di discussione prima che la legge venga presentata.
La prima cosa è convincere i colleghi del Consiglio federale appellandosi al principio della collegialità. In seguito si nterpellano i vari gruppi di interesse, per esempio le associazioni di categoria o quelle ambientaliste. A questo punto viene definita la proposta di legge da sottoporsi all'iter parlamentare.
Nessun progetto può diventare legge se non è approvato da entrambe le Camere dell'Assemblea federale.
Anche dopo aver superato gli ostacoli dell'approvazione parlamentare, ogni legge può essere contestata da gruppi di interesse che per dare più peso alle loro richieste possono minacciare la raccolta di firme che darebbe il via ad un referendum abrogativo. Per evitare che l'intera legge venga abrogata, il governo può suggerire un compromesso accogliendo alcune proposte degli oppositori.
L'opposizione
Dato che il governo è formato da rappresentanti dei quattro partiti maggioritari, ci si potrebbe aspettare un'opposizione minima o inesistente da parte delle due camere.
Spesso però accade che le proposte del Consiglio federale vengano respinte o dal'Assemblea federale o dalla popolazione.
Ma ciò fa parte del sistema svizzero basato sul compromesso e la bocciatura di una proposta non porta né a una crisi di governo, né a mozioni di sfiducia, né a dimissioni.