Le donne in politica
Sebbene la Svizzera sia una delle più antiche democrazie del mondo è stata l'ultimo paese in Europa (escluso il Liechtenstein) a concedere il diritto di voto alle donne. Le donne possono votare alle elezioni federali solo dal 1971 e solo dal 1981 la costituzione sancisce la parità tra uomini e donne.
Le donne compongono oggi il 53% dell'elettorato svizzero; dopo le elezioni federali del 2007 la rappresentanza femminile nel Consiglio Nazionale è del 29%, quella nel Consiglio degli Stati del 22%.
La classifica 2007 dell'Unione Interparlamentare vede la Svizzera al 22° posto al mondo per presenze femminili nel parlamento, e al 13° in Europa.
La maggioranza delle donne in Consiglio Nazionale appartiene a partiti della sinistra. Secondo uno studio sugli schemi di voto effettuato per la legislatura 1999-2003, anche le donne di destra votano tendenzialmente più a sinistra dei loro colleghi di partito.
Nel 1999, l'allora Consigliera federale e ministro degli interni Ruth Dreifuss è stata la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Confederazione. In seguito alle elezioni del 2003 Ruth Metzler, una delle due donne presenti in Consiglio Federale non fu riconfermata e la mancata sostituzione della consigliera uscente con un'altra donna ha causato proteste e pubbliche dimostrazioni. Nel 2006, in seguito alle dimissioni anticipate del Consigliere e ministro dell'economia Joseph Deiss, il Partito popolare democratico ha presentato per la sua sostituzione un'unica candidatura, quella di Doris Leuthard, riportando di fatto dall'agosto 2006 il numero di consigliere a due. Dal gennaio 2008 poi, l'elezione di Eveline Widmer-Schlumpf ha portato la rappresentanza femminile in Governo in uno stato di quasi-parità, con tre consigliere su sette.
