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Elezione del Consiglio Federale

I membri del Consiglio federale sono eletti dal Parlamento. Tutti i membri del Consiglio condividono la responsabilità per le decisioni prese. Alcuni analisti considerano questo sistema un mezzo per tenere il dissenso sotto controllo, riconducendo la potenziale opposizione all'interno del governo.

Alla dipartita di un consigliere federale, per pensionamento o morte, anche il suo successore viene eletto dal Parlamento. In teoria, qualsiasi cittadino svizzero può candidarsi per la carica: in pratica, il nuovo consigliere è scelto da una lista presentata dal partito del consigliere uscente. I membri del Consiglio federale non sono membri del Parlamento.

Un Consigliere rimane in carica per tutta la durata della legistatura per la quale è stato eletto. In seguito alle elezioni parlamentari (ogni quattro anni) i Consiglieri si presentano candidati alla rielezione, a meno che non decidano per il pensionamento. Normalmente la rielezione è pura formalità e la maggior parte dei Consiglieri rimane in carica fino al momento in cui presenta dimissioni volontarie.

Fino all'emendamento alla Costituzione del 1° gennaio 2000 non potevano esserci due Consiglieri federali provenienti dallo stesso Cantone. Benché questa regola sia ora stata abolita, si cerca sempre di assicurare la rappresentanza di tutte le regioni del paese e, più recentemente, di favorire le candidature femminili.

Dal 1959 al 2003 i seggi al Consiglio federale sono stati ripartiti tra le rappresentanze politiche secondo la cosiddetta "formula magica": 2 seggi ciascuno ai 3 partiti principali, Partito Liberale Radicale, Partito Socialista e Partito Popolare Democratico e 1 seggio all'Unione Democratica di Centro.

La "formula magica" non si basa su alcun testo legislativo; era il risultato di un tacito accordo tra le parti per creare una coalizione governativa formata da tutte le principali forze politiche del paese che funzionasse secondo un sistema di alternanza e opposizione, ma nel principio fondamentale di concordanza.

La "formula magica" ha però perso i suoi poteri dopo le elezioni del 2003 quando l'Unione Democratica di Centro è diventata il partito con la più grande rappresentanza in Parlamento. Forte del risultato elettorale, ha domandato e ottenuto un seggio supplementare in Consiglio federale a discapito del Partito Popolare democratico in perdita di consensi. Per la prima volta in 131 anni un membro del Consiglio presentatosi per la rielezione (il rappresentante del PPD), è stato rifiutato dal Parlamento.

Ma anche la nuova composizione della formula è stata rimessa in questione. Nel dicembre 2007, il Parlamento non ha confermato il mandato ad uno dei due candidati ufficiali dell'Unione Democratica di Centro, preferendogli all'interno dello stesso partito una candidata più moderata. In seguito a questa piccola rivoluzione di palazzo, l'UDC ha disconosciuto i suoi due rappresentanti al Governo e ha annunciato il passaggio ad una politica di opposizione.