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Il pericolo acqua

Agosto 2005. Il fiume Aar esonda a Berna (nuova finestra)

Agosto 2005. Il fiume Aar esonda a Berna allagando i quartieri ''bassi'', sommergendo le automobili e costringendo la protezione civile ad evacuare molti abitanti con gli elicotteri. Negli stessi giorni molte zone dell'altopiano furono colpite dal maltempo e dagli allagamenti, e si registrarono ingenti danni a strade, linee ferroviarie e abitazioni© julia slater / swissworld.org

Gli enormi massi che si abbatterono sul villagio di Goldau nel 1806 (nuova finestra)

Gli enormi massi che si abbatterono sul villagio di Goldau nel 1806 sono rimasti nella zona del giardino zoologico della città.
© julia slater / swissworld.org

Mai, in Svizzera, ci si è potuti permettere di sottovalutare il potere distruttivo dell'acqua. Anche negli ultimi anni, le forti precipitazioni sono state spesso la causa diretta o indiretta di dolorose perdite umane e di proprietà.

Nell'ottobre 2000, il villaggio di Gondo, nel canton Vallese al confine con l'Italia, fu parzialmente distrutto da una frana che fece anche 13 vittime. Il centro di Briga, città dello stesso cantone, fu invaso da fango e detriti nel settembre 1993, quando il fiume Saltina ruppe gli argini. Due persone persero la vita ed il piazzale della stazione fu sommerso da due metri di acqua e fango.

Questo tipo di disastri naturali non sono nuovi. Iniziarono ad intensificarsi durante il XIX secolo, quando l'industrializzazione della Svizzera, e dei paesi confinanti, fece aumentare la domanda di legname; la conseguenza fu un disboscamento indiscriminato delle foreste che da sempre proteggevano i pendii delle montagne. Le frane si ripeterono con una tale frequenza che si dovette correre ai ripari istituzionalmente con la prima legge di protezione ambientale in Svizzera, in cui veniva per la prima volta prevista la riforestazione.

Ma non sono solo le frane a rappresentare una minaccia. Qualsiasi tipo di smottamento, causato da terremoti, assestamento dei terreni o da piogge torrenziali, diventa ancora più disastroso se i detriti raggiungono uno dei numerosi laghi della Svizzera. Nel 1806, in seguito a settimane di forti precipitazioni, il villaggio di Goldau nella Svizzera Centrale fu completamente sepolto da una frana di massi rocciosi. La maggioranza delle 457 vittime morì per l'impatto, ma alcune annegarono per l'enorme ondata del lago Luerz causata dallo spostamento d'aria della frana.

Nei pressi di Biasca nel canton Ticino, nel 1512 si verificò un altro tipo di disastro: una frana rocciosa formò una diga naturale nella valle Blenio che, due anni più tardi, si ruppe all'improvviso annegando 600 persone.

La città di Zugo nella Svizzera Centrale patì un disastro nel 1435, quando una delle strade costruite sul lungolago "scivolò" in acqua portando con sé 26 edifici e la vita di 60 persone.

Un disastro meno documentato risale a 900 anni prima, nel 563. Si narra che una parte del monte Grammont, all'estremità orientale del Lago Lemano, abbia ceduto provocando una frana che creò uno sbarramento al fiume Rodano. Quando, qualche mese più tardi, in questa diga formatasi naturalmente si aperse una falla, il lago esondò inghiottendo villaggi su entrambe le rive, distruggendo il ponte di Ginevra e provocando la morte di molti dei suoi abitanti.

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