Disoccupazione
Per anni la disoccupazione in Svizzera, con un tasso inferiore all'1%, non ha rappresentato un problema.
Questa lunga stabilità può essere attribuita a più motivi: i lavoratori stranieri con permessi di lavoro a breve termine hanno sempre attutito l'impatto dei momenti di instabilità economica; la tendenza delle aziende ad evitare, quandunque possibile, i licenziamenti durante i periodi di crisi per non minacciare gli accordi di mantenimento della pace sociale; il numero assai limitato di industrie "problematiche" (estrattiva, metallurgica) in Svizzera.
Durante la recessione degli anni '90, tuttavia, il numero dei senza lavoro è aumentato drammaticamente, fino al tasso record del 5,7%, raggiunto nel febbraio del 1997, in seguito alle numerose ristrutturazioni aziendali che hanno comportato tagli di organico.
Dalla fine degli anni '90, grazie alla graduale ripresa dell'economia e a nuovi metodi di calcolo, il tasso di disoccupazione è sceso, fino ad assestarsi nel 2001 all'1,7%.
Da allora il tasso di disoccupazione ha avuto un andamento varibile; alla fine del 2007 si aggirava intorno al 2,8%.
Il tasso varia comunque secondo le regioni: nelle aree di lingua francese e italiana la disoccupazione è maggiore che nella Svizzera-tedesca. Le donne sono generalmente più colpite degli uomini e gli stranieri sono più colpiti rispetto agli svizzeri.
Link a siti esterni
- Statistica svizzera del mercato del lavoro Segreteria di Stato dell'economia
- Disoccupazione e posti di lavoro liberi - Indicatori Ufficio federale di statistica

