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La politica energetica in Svizzera

Il devastante terremoto che ha colpito il Giappone a marzo 2011 provocando l’onda anomala che ha danneggiato gli impianti nucleari di Fukushima ha dato una scossa anche alla politica energetica in Svizzera. Le voci a favore e contro l’energia nucleare si sono levate non soltanto a livello politico. In Svizzera come in molti altri Paesi di tutto il mondo la gente è scesa in piazza, ha organizzato sit-in, ha occupato – in forma per lo più pacifica – con tendopoli le multinazionali dell’energia. Le rivendicazioni erano le stesse in tutte le lingue: basta con le centrali nucleari, puntate sulle energie rinnovabili!

Il 25 maggio 2011 il Consiglio federale ha approvato l’abbandono graduale dell’energia nucleare. Le centrali nucleari esistenti rimarranno in esercizio fino a quando saranno garantiti i necessari standard di sicurezza, dopo di ché non verranno più sostituite. Per garantire l’approvvigionamento energetico della Svizzera anche una volta esaurita l’energia nucleare, il Consiglio federale prevede di convertire il sistema energetico entro il 2050 (parola chiave prospettive energetiche e Strategia energetica 2050) in maniera sostenibile, attraverso un pacchetto efficace di misure.

Dal 2009 la rimunerazione a copertura dei costi per l’immissione in rete di energia elettrica (RIC) favorisce le energie rinnovabili destinate alla produzione di elettricità. Dal 2013 questo settore dispone di un massimo di 500 milioni di franchi all’anno, finanziati da tutti i consumatori e le consumatrici attraverso un supplemento per chilowattora di corrente.
Il Consiglio federale ha deciso di proseguire il programma d’azione SvizzeraEnergia fino al 2020. SvizzeraEnergia si presenta come una piattaforma nazionale, il riferimento centrale in materia di efficienza energetica ed energie rinnovabili. SvizzeraEnergia mette in campo misure adeguate in collaborazione con Cantoni, Comuni, il mondo dell’economia e le organizzazioni ambientaliste.

In materia di efficienza energetica il Consiglio federale si è attivato già da tempo. Per impedire la commercializzazione di apparecchi energivori ha introdotto prescrizioni per il consumo energetico di elettrodomestici, apparecchi elettronici e motori elettrici. Le prime norme in materia di efficienza energetica furono adottate nel 2002 (frigoriferi) parallelamente all’introduzione dell’etichetta energetica per i più diffusi apparecchi domestici e per le lampade elettriche. Oggi praticamente ogni apparecchio domestico è soggetto a disposizioni sul consumo di elettricità armonizzate con le norme Ue.