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Energia nucleare

La centrale nucleare di Leibstadt, Canton Argovia (nuova finestra)

La centrale nucleare di Leibstadt, Canton Argovia© swissworld.org

L'energia nucleare è la seconda fonte energetica della Svizzera. Le cinque centrali del paese producono il 38% dell'energia totale (dato 2005).

Nel 2007 il governo svizzero ha annunciato una nuova politica energetica che contempla la possibilità di costruzione di nuovi impianti nucleari.

Sebbene le centrali nucleari non producano emissioni di gas nocivi per l'atmosfera, il problema dell'eleliminazione delle scorie radioattive rimane irrisolto. La pericolosità delle scorie rimane tale per 250'000 anni ed ogni centrale nucleare è obbligata a contribuire ad un fondo per la copertura dei costi di un eventuale decommissionamento dell'impianto.

Smaltimento delle scorie

Le scorie venivano inviate agli impianti di Sellafield (Gran Bretagna) e La Hague (Francia) specializzati nel trattamento di rifuti radioattivi e nella loro riconversione in nuovo combustibile e in vetro per lo stoccaggio permanente. Questo fino al luglio 2006 quando è stata istituita una moratoria decennale sull'esportazione di questo tipo di combustibile. Le centrali svizzere hanno quindi optato per l'eliminazione diretta tramite lo stoccaggio in un sito provvisorio per circa 40 anni nell'attesa che si raffreddino per poi essere trasferite ad un sito le cui caratteristiche geologiche consentano l'interramento definitivo. L'ubicazione del sito definitivo non è ancora stata individuata, ma un deposito intermedio conosciuto con il nome ZWILAG, è presente sui terreni dell'Istituto Paul Scherrer a una cinquantina di chilometri da Zurigo.

Le ricerche per l'individuazione di un sito permanente idoneo, che si renderà necessario intorno alla metà di questo secolo, sono attivamente in corso in ottempranza della legge svizzera in materia di protezione dalle radiazioni secondo la quale deve essere possibile eliminare tutti i rifiuti radioattivi prodotti nel paese all'interno dei confini. Ma anche l'opzione a lungo termine che prevede l'impiego di due o tre depositi comuni per tutta l'Europa rimane ancora aperta.

Le ricerche sui vari aspetti dell'eliminazione delle scorie radioattive sono condotte nel laboratorio scavato con un sistema di gallerie a 450 metri di profondità nel granito del massiccio del Grimsel. Qui, scienziati svizzeri e stranieri simulano e conducono esperimenti per studiare gli effetti a lungo termine dello stoccaggio permanente di scorie.