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Cinema

La Svizzera non ha una grossa industria cinematografica, e, come altre piccole nazioni europee, è largamente dipendente dai finanziamentii statali. I sussidi non sono comunque sufficienti per il mantenimento di un’industria che produce film in francese, tedesco e italiano e le produzioni sono inferiori a quelle di altri paesi europei.

I film svizzeri non sono molto conosciuti dal pubblico estero, ad eccezione forse di alcuni appassionati di cinema. Rimane anche sempre il dilemma di quando un film possa dirsi svizzero: una produzione hollywoodiana ma con un regista svizzero o un film ambientato in Svizzera, dove la gran parte degli attori sono svizzeri e la storia di basa su fatti di vita svizzeri?

Negli anni ’70 sono stati principalmente i registi svizzeri di lingua francese, quali Alain Tanner e Jean-Luc Godard, ad aver portato la Svizzera all’attenzione del pubblico internazionale. Godard, nato a Parigi da genitori svizzeri, ha passato l’infanzia in Svizzera per rintrare successivamente in Francia dove è stato largamente influenzato dalla tradizione cinematografica francese. Cineasti svizzeri quali Rolf Lyssy, Daniel Schmid, Fredy Murer e Yves Yersin, hanno invece basato i propri film su esperienze di vita svizzere.

Il maggiore successo svizzero è "Die Schweizermacher" di Lyssy, girato nel 1978, una commedia satirica sulle difficoltà incontrate dagli stranieri che vogliono acquisire la cittadinanza svizzera. Anche la commedia noire "Beresina" o "Gli ultimi giorni della Svizzera", di Schmid, uscita nel 1999, ha ottenuto un diiscreto successo oltre confine. Uno dei film più conosciuti di Murer è "Höhenfeuer", che tratta il tema dell’incesto in un remoto villaggio alpino. E "Les Petites Fugues" del 1979 è stato eletto miglior film svizzero di tutti i tempi da una giuria scelta dal giornale SonntagsZeitung nel 2001; il film racconta la storia di un garzone di fattoria che, dopo aver acquistato una motocicletta, si imbarca in un viaggio che lo por terà alla scoperta del mondo e di sé stesso.

Journey of Hope, diretto da Xavier Koller, ha vinto l’Oscar per il miglior film straniero nel 1991. Il film racconta le vicende di tre membri di una famiglia curda in cerca di una vita migliore in Svizzera.